La contabilità ordinaria


La contabilità ordinaria deve essere tenuta obbligatoriamente dalle farmacie che hanno un giro d'affari ovvero un ammontare di ricavi annuo superiore ad 516.456,90 mila Euro, ma può essere anche tenuta da chi ha un volume di affari inferiore a seguito di opzione effettuata dall'interes­sato nella dichiarazione di inizio attività o nella dichiarazione annuale IVA o nella dichiarazione unificata.

Dal 1° gennaio 1998 le opzioni e le revoche manifestate dai contribuenti per l'applicazione di regimi contabili si desumono dai comportamenti concludenti te­nuti dai contribuenti stessi ovvero dalle modalità di tenuta delle scritture contabili (art. 1, comma 1/I, D.P.R. 442/97).

La validità dell'opzione e della relativa revoca da parte del contribuente dipen­de solo dalla sua concreta attuazione sin dall'inizio dell'anno o dell'attività. È in ogni caso consentita la variazione dell'opzione o della revoca già manifestate nel caso di modifica del relativo sistema in conseguen­za di nuove disposizioni normative (art. 1, comma 1/111, D.P.R. 442/97)

Le dichiarazioni di opzione o di revoca inserite nella dichiarazione IVA sono pertanto divenute mere "dichiarazioni obbligatorie" da cui derivano, in caso di loro omissione, solo riflessi sanzionatori, ma non conseguenze sulla validità della scelta concretamente operata (C.M. 328/E del 24/12/97).

Per la contabilità ordinaria, sia obbligatoria che per opzione, devono essere te­nuti i seguenti registri:

  • il libro giornale (art.2214 c.c.);
  • il libro degli inventari (art. 2214 c.c.);
  • le scritture ausiliarie (es.: i conti mastro);
  • registro dei beni ammortizzabili, che può essere sostituito con annotazioni da effettuarsi sul libro IVA degli acquisti;
  • le scritture obbligatorie ai fini della legislazione del lavoro (libro matricola, li­bro paga, ecc..);
  • le eventuali scritture ausiliarie di magazzino;
  • i registri obbligatori ai fini IVA


Il libro giornale

Il libro giornale prevede l’applicazione di una marca da bollo del valore di 20,66 € ogni 100 pagine e deve essere preventivamente numerato. In esso vanno cronologicamente annotate tutte le operazioni effettuate.

Esse si sostanziano principalmente in componenti positivi di reddito (i ricavi, le plusvalenze ecc.) e componenti negativi di reddito (le spese, le minusvalenze ecc.), ma poiché devono essere registrati tutti i fatti amministrativi, vanno registrati sul libro giornale anche quei fatti che non si sostanziano in costi o ricavi come quelli che hanno solo natura finanziaria (pagamento di un debito o riscossione di un credito).

In luogo di un solo libro giornale è possibile istituire libri giornali sezionali sui quali vengono rilevate le operazioni appartenenti ad una certa classe o ad una certa area geografica. In tal caso è però obbligatorio un libro giornale riassuntivo ai fini della redazione del bilancio.

Il criterio per la determinazione del reddito ai fini fiscali è quello della com­petenza per cui se ne deve tenere conto anche nella tenuta delle scritture contabili. Tutte le scritture devono avvenire in ordine cronologico ed essere tenute se­condo le norme di un'ordinata contabilità, senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine. Non si possono fare abrasioni e, se necessaria qualche cancellazione, questa deve essere fatta in modo che le parole cancellate siano leg­gibili.

Le registrazioni nel libro giornale devono essere eseguite nel termine di 60 giorni dalla loro manifestazione, salvo che tali scritture non siano tenute con siste­mi meccanografici. In questo caso il termine di 60 giorni vale per la imputazione sul supporto magnetico, mentre la relativa trascrizione su carta (giornale bollato) può essere effettuata in qualsiasi altro momento dell'esercizio in corso e, al massi­mo entro 60 giorni dall'inizio dell'esercizio successivo. La stampa sul libro bollato deve comunque avvenire immediatamente quando richiesta dalla Guardia di Finan­za o dall'Amministrazione finanziaria.

Il libro giornale, come pure le altre scritture contabili obbligatorie, devono es­sere conservati per un periodo minimo di 10 anni come previsto dal codice civile e comunque per il più lungo periodo se non siano stati definiti gli eventuali accerta­menti e contenziosi del periodo d'imposta considerato.

Il libro degli inventari

L'inventario, oltre agli elementi prescritti dal codice civile (art. 2214) o da leggi speciali, deve indicare la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore, e il valore attribuito a ciascun raggruppamento.

Qualora dall'inventario non siano rilevabili gli elementi che costituiscono cia­scun gruppo e il loro valore, è necessario tenere a disposizione dell'Amministrazio­ne finanziaria le distinte utilizzate per la compilazione dell'inventario stesso.

Nell'inventario devono, inoltre, essere trascritte dettagliatamente e separata­mente tutte le attività e le passività relative all'impresa e deve essere trascritto il bilancio d'esercizio

Le scritture ausiliarie

sono quelle scritture indispensabili per una corretta tenuta della contabilità. Esse devono corrispondere al criterio di chiarezza e di analiticità di tutti gli elementi pa­trimoniali e reddituali, raggruppati in categorie omogenee, che concorrono alla de­terminazione del reddito. Tali scritture sono quelle chiamate comunemente "conti di mastro o mastrini"

Il registro dei beni ammortizzabili

Il registro dei beni ammortizzabili serve per annotarvi, con riferimento a ciascuno dei beni mobili iscritti in pubblici registri e, per gli altri beni, raggruppandoli per categorie omogenee per anno di acquisizione e coefficiente di ammortamento, i seguenti dati:

  • anno di acquisizione;
  • costo originario del bene;
  • fondo di ammortamento nella misura raggiunta nel periodo d'imposta prece­dente;
  • coefficiente di ammortamento effettivamente praticato nel periodo d'imposta;
  • quota annuale di ammortamento (art. 16, D.P.R. 600/73).


Il registro dei beni ammortizzabili può anche non essere tenuto se il contribuente esegue le annotazioni suddette nel registro degli acquisti tenuto ai fini IVA (art. 3, comma 2/111, lett.a-c), D.P.R. 695/96).

Libri obbligatori per la disciplina del lavoro

I principali libri obbligatori previsti dalla normativa sul lavoro sono il libro paga e il libro matricola nonché il libro infortuni per le imprese che sono soggette al­l'INAIL.

Anche tali registri, prima di essere messi in uso devono essere vidimati dagli enti preposti (INPS, INAIL ecc).

 

Le scritture ausiliarie di magazzinoQueste scritture sono obbligatorie solo per le imprese che per due esercizi conse­cutivi presentano ricavi superiori a 5 milioni di Euro e rimanenze totali superiori a 2 milioni di Euro.

Nelle scritture ausiliarie di magazzino devono essere indicate:

  • le giacenze iniziali esistenti all'inizio dell'esercizio ovvero del periodo d'impo­sta;
  • i movimenti che si verificano giornalmente oppure in forma riepilogativa con periodicità non superiore al mese;
  • le giacenze